PROVINCE. MORETUZZO (PAT-CIV): SENZA FUNZIONI SI RISCHIA POLTRONIFICIO
(ACON) Trieste, 4 giu - "Un disegno di legge per successive
approssimazioni". Definisce così, in una nota, il capogruppo del
Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, la norma
presentata dall'assessore Roberti in V Commissione consiliare.
"È difficilmente comprensibile - osserva Moretuzzo - come una
delle norme più importanti della legislatura si basi su una serie
di rimandi a scelte future, riesumando dal passato un ente cui
non vengono attribuite funzioni ulteriori rispetto a quelle già
svolte dagli Edr".
"Evidentemente - prosegue il consigliere di Opposizione - gli
auspici dell'onorevole Ciriani, che ha chiesto una definizione
netta delle competenze dei nuovi enti prima del loro avvio, non
hanno trovato riscontro e il rischio di trovarci di fronte a
quello che lui ha definito un poltronificio è molto elevato".
"L'iter per la reintroduzione delle Province non parte nel modo
migliore - continua Moretuzzo -. L'ordine del giorno della V
Commissione consiliare che si è riunito in data odierna non è
stato stabilito dall'Ufficio di presidenza, così come prevede il
regolamento del Consiglio regionale, ma direttamente dal
presidente Bernardis evidentemente in accordo con l'assessore, e
prevedeva il contingentamento del dibattito successivo
all'illustrazione e l'audizione di alcuni soggetti istituzionali
scelti in modo arbitrario. Il risultato, facilmente
pronosticabile, è stato il mancato completamento dell'audizione e
del confronto previsto".
"Sono mancate - aggiunge l'esponente autonomista - risposte
chiare da parte dell'assessore Roberti su diversi aspetti, dalle
tempistiche con cui si prevede di delegare ulteriori funzioni ai
nuovi enti, alle entrate proprie che le Province dovrebbero
avere, come previsto dall'art. 119 della Costituzione e che in
norma non trovano nessuna definizione".
"Auspico - conclude Moretuzzo - che il confronto, in Commissione,
con gli enti e i soggetti che verranno auditi, proceda nel modo
corretto, senza forzature e con la consapevolezza che questa
ennesima riforma del sistema delle autonomie locali non può
essere l'ennesima occasione sprecata per fare le scelte
necessarie per il futuro della comunità regionale".
ACON/COM/rm